La spedizione dallo psicologo la settimana scorsa é stata al limite dell’assurdo. Avevo appuntamento alle sette e mezza e sono arrivata puntualissima, a costo di cancellare un appuntamento che avevo preso previamente con il veterinario per vaccinare i gattini.
Dopo aver trascorso circa mezzora in sala d’attesa con una tipa che poteva essere facilmente mia figlia che mi chiedeva a intervalli regolari il mio nome ho iniziato ad avere il cazzo girato e ho provato a chiedere spiegazioni.
A quel punto, forse per timore che me ne andassi e impazzissi o perché al posto mio vedevano una sagoma del dollaro, per guadagnare altro tempo mi han fatto sedere in una stanza di vetro con le porte aperte vicino alla quale transitava la qualunque, e la ragazzina in età prepuberale ha iniziato a pormi domande del tipo “cosa mi racconti di te?”.
Dopo 20 minuti buoni di autoanalisi davanti alla sbarbatella ecco che arriva lo psicologo che, nonostante l’immane ritardo, decide di inanellare varie battute sui suoi viaggi di gioventù in Italia che prontamente ho annotato nel mio quaderno intitolato ”Cose di cui non me ne fotte un cazzo”.
Finalmente vengo fatta entrare nell’ufficio, dove lo psicologo, nell’ordine:
- Impiega 3/4 d’ora a scrivere il mio cognome
- Mi fa vedere un video di YouTube
- Risponde a una chiamata di una paziente (presumo) con problemi sentimentali e conclude la chiamata con “non so perché VOI donne *inserire luogo comune a piacimento*”
- Fa l’occhiolino quando chiedo se posso pagare con carta di credito dicendo che preferisce i contanti
Sono uscita alle 10 e mezza, dopo ben 3 fottute ore, con un margine di un’ora e mezza per farmi la cena/il pranzo del giorno dopo. Adesso ho appuntamento venerdì, perché nonostante sia stata un’esperienza oscena sono incapace di dirlo in faccia al diretto interessato, un po’ come quando esci dal parrucchiere col taglio di Fantaghirò e ringrazi il parrucchiere prima di andare a casa a piangere.
L’idea é quella di chiamare e disdirla, anche se ammetto che il testo che lo psicologo mi ha lasciato in cui si parla di critica interiore é parecchio azzeccato per i miei problemi, ma che mi smerdo da sola lo so da un pezzo, il problema é capire come smettere di farlo!
Voi dareste una seconda opportunità allo psicologo dopo una prima esperienza cosí molesta? Let me know!
Litigata enorme con P. venerdì scorso perché non sono presente, mi faccio assorbire da ansie e paranoie assortite e un 50% della vita di coppia la passo imparanoiandomi. La litigata é stata sgradevole ma catartica e abbiamo passato un bel week end godendo della compagnia reciproca, come non succedeva da tempo.
La situazione lavorativa continua ad essere un lento ammosciamento di palle e io continuo a non sapere un cazzo. Domani chiamo un commercialista per chiedere consiglio qualora, invece di licenziarmi, decidessero di farmi un nuovo contratto a termine e pure peggio retribuito.
Il passo successivo sarà chiedere risposte che mai arriveranno al sacco di merda di Human Resources.
E poi niente, non mi abituo all’orario intensivo e mi sveglio sempre con gli occhi come due zampogne, ci sono 42-43 gradi e mi é appena venuto il mestruo con una settimana di anticipo, il che spiega le ventosità degli ultimi giorni e la stanchezza cronica.
Domani mi vaccino, finalmente. Un piccolo, grande traguardo!
Besos, Deli
Forse allo psicologo dovrai dargli un’altra possibilità. Il primo incontro sarà servito a rompere il ghiaccio. Poi se anche la seconda volta ti sembra non adatto….lo saluti e via!!!
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Alla fine ho cancellato l’appuntamento… Mi ha troppo infastidito l’atteggiamento poco professionale del primo appuntamento
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Hai fatto bene, dallo psicologo si va per stare meglio, non per stare peggio!!!! 🙂
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Pensavo di essere l’unica ad aver inanellato esperienze deludenti con gli psicologi. Ogni volta che parlo con amici che hanno iniziato a fare terapia, mi raccontano quanto si siano trovati benissimissimo col primissimo terapeuta che hanno trovato a caso – inutile dire quanto mi sia sentita inadeguata per questo.
Quando inizio a incontrare un nuovo terapeuta, mi do 4 incontri per capire se continuare con lo stesso o no (ed e’ un piccolo investimento, si’). Questo perche’ so che le prime impressioni non funzionano molto con me e ci metto tempo a fidarmi e ad aprirmi. C’e’ chi dice che bisogna comunicare allo psicologo quello che non ci piace o ci mette a disagio degli incontri, del suo atteggiamento e dei ritardi, ma con il mio innato evitamento del conflitto mi pare pura utopia.
Comunque capisco benissimo la tua reazione al pagamento in contanti, anche a me da’ fastidio.
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Io in passato avevo avuto una buona esperienza, é la prima volta che mi succede una cosa simile! Sarei anche disposta a fare un sacrificio economico per vedere se la terapia può funzionare o meno per me, ma francamente quello che mi ha infastidito é stata l’attesa eterna e la generale mancanza di professionalità. Per carità, sarà stato un caso, ma come prima impressione é stata proprio brutta assai…
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Credo che tu abbia ragioni più che valide per andare avanti con la tua decisione 😉
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Commento di staceppa: per nulla che ne so io, con lo psicologo dovresti sentirti a tuo agio, quindi se già un certo numero di cose ti hanno fatto innervosire, non so su che buone basi si può iniziare. Ma è solo la mia opinione; a me personalmente se avessero fatto l’occhiolino sul contante o se avessero iniziato con il “voi donne”, non me la sarei sentita di andare oltre. Però ancora una volta, è personale.
Invece i sacchi di merda delle HR sono diffusissimi. Buon vaccino!
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É il commento più in linea col mio modo di vedere le cose, infatti alla fine l’appuntamento l’ho cancellato!
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prima di capire come andrà fai almeno qualche seduta dal psicologo, al primo appuntamento è difficile capire la terapia, se poi vedi che dopo un mese sei come il primo giorno allora o cambi psicologo o cerchi attraverso libri sul tema di cavartela da sola…👍
Un abbraccio per te 🤗
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I miei dubbi però non sono relativi alla terapia, ma al comportamento dello psicologo dal punto di vista professionale. Non tornerei neanche da un parrucchiere se mi desse appuntamento alle 3 per poi tagliarmi i capelli due ore dopo e farmi comunque pagare a prezzo pieno… Sono atteggiamenti che non trasmettono fiducia, ancora meno se si tratta di uno psicologo al quale devo raccontare cazzi e mazzi!
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in effetti sul fattore puntualità si è comportato molto male!🤔🙄 Prova a cercarne un altro più serio…👍😉
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Secondo me, se esiste una situazione in cui vale il detto “La prima impressione è quella che conta” è quella in cui incontri per la prima volta il tuo psicologo.
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Mi trovi assolutamente d’accordo!
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:O
Io non ho parole!! Ma sicura che fosse davvero uno psicologo??
E’ in ritardo, risponde a una chiamata durante la seduta, fa il furbetto coi pagamenti…..è tutto totalmente contro ogni regola del codice deontologico. Diciamo che siamo al limite della denuncia secondo me
Insomma, direi che hai fatto benissimo ad annullare. Ma non rinunciare alla possibilità di iniziare un percorso terapeutico se senti che ne hai bisogno……e anche se a volte stai meglio e non lo senti direi! 😉
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Scandaloso, vero? Già, non voglio rinunciare ad un percorso psicologico, anche se questa esperienza mi ha resa un pochino più reticente, più che altro per la spesa che comporta ogni tentativo con un nuovo terapeuta!
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