Du palle

Il mio destino lavorativo continua a dipendere da un filo e i tentativi di non pensarci falliscono miseramente quando, ahimé, sono costretta a stare per ore da sola a fissare il monitor senza un cazzo da fare tranne pensare al mio triste destino.

A volte riesco quasi a non pensarci, a prendere le congetture e le frustrazioni e a buttarle in un angolino remoto del mio cervello, ma puntualmente succede qualcosa che riporta tutto a galla.

Tipo riunioni in cui ti senti in dovere di fare la brillante, di venderti bene come se fosse un colloquio, quando in realtà l’unica cosa che ti senti in grado di fare é esclamare “fate un po’ il cazzo che volete” e andartene trascinando per terra il sacco scrotale che ti han fatto sviluppare a base di stronzate.

Insomma, una giornata di merda che viene a coronare oltre un mese di merda. Una giornata così dimmerda che nel giro di 8 ore son passata da “ah, figata! Oggi é già mercoledì, credevo fosse lunedì!” a “fanculo, come cazzo é possibile che domani sia solo giovedì?”.

Sono stanca.

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