Situation

Io, da un po’ di tempo, quando il mio fidanzato P. rientra dal lavoro mi sento soffocare un po’.

Mi soffoca il rumore della Play Station di notte quando vado a dormire, mi soffoca il divano costantemente occupato con le coperte stropicciate, i pezzettini di tabacco sul tavolino del salotto appena lavato.

Quando sta fuori per lavoro, anche se a volte mi sento sola e un po’ triste, ho la mia routine, i miei giri da fare, le mie serie tv da vedere la sera quando sono stanca, i miei metodi per mantenere tutto in ordine e non morire di fame anche quando sono stanca morta. Mi piace rientrare a casa, anche in quei giorni in cui la testa martella a più non posso, e sforzarmi di lavare i piatti e spazzare il pavimento, per poi concedermi di crollare a letto o sul divano mentre ascolto un video o vedo la tv in assoluta pace e silenzio.

Insomma, da qualche tempo, quando P. torna a casa, sono contenta solo a metà. L’altra metà si infastidisce alla prima sigaretta accesa, o per il semplice fatto di dover dividere il proprio spazio e il proprio riposo con un altro che arriva, si siede dove vuole, non riesce ad andare in punta di pieni, perché in fondo questo spazio è pure suo.

Questi sentimenti a fior di pelle sono esplosi questa settimana, dopo una mattinata in cui mi sono trovata con la solita tragedia greca in salotto: P. che preparava in fretta e furia un pacco da consegnare al corriere, quest’ultimo seduto sui gradini fuori dalla porta; il nipote di P. tutto intento a sbattere con violenza le finestre e a fare rumore con qualsiasi oggetti si trovasse davanti, mentre la di lui madre raccontava di come avesse dovuto prendere a calci la porta di casa del suo ex(?) fidanzato per farsi restituire il figlio, e di come il tutto si fosse concluso a tarallucci e vino con tanto di aggressioni fisiche e minacce.

E mentre questo scenario degno dei peggio film ambientati a Detroit si sviluppava nel mio salotto, io cercavo di terminare un lavoro, ovviamente senza riuscirci. E quel nervoso accumulato quella mattina, c’è poco da fare, non me lo son più tolto di dosso. Anzi, è andato in crescendo, e si è sommato alla sensazione di stare meglio, molto meglio da sola, ed ha preso il volo quando nelle due mattinate successive mi sono svegliata con una pozzanghera di pipì di cane sul divano, pipì di un cane che non ho mai voluto avere in casa, che a me han sempre fatto cagare a spruzzo i cani, e invece ne ho due, non uno ma due!, in casa.

E niente, abbiamo discusso tutto il giorno ieri. Ho pianto come una dannata. Ho pianto nel viaggio di andata verso il mare, ho pianto al ritorno, lui ha detto che non lo amo più, io ho detto che lo amo ancora (ma ci credo davvero?), abbiamo gridato, ci siamo risi in faccia, ed io ammetto in questo momento di non sapere cosa voglio.

Sinceramente, non so se dovrei restare con lui perché le relazioni che vanno avanti davvero sono quelle in cui non si butta via tutto al primo (o ennesimo) problema o se dovrei andarmene, perché fingere che certi problemi non esistano può solo portare a convertirsi in una di quelle coppie che si tollerano a malapena e si riversano bile a vicenda.

A volte sembra così facile voltar pagina, rimanere sola col gattino e ricominciare dalle amiche, dalle uscite, dagli hobby e dal lavoro.

Altre volte sembra impossibile, dopo essermi trasferita in Spagna, dopo gli sforzi per riuscire entrambi ad avere una stabilità lavorativa. Mi giro a destra e vedo una foto della mia famiglia alla comunione di mia nipote e lui è lì. Non so, non ha nemmeno più senso quello che sto scrivendo. Sono giorni che mi fa male la testa, mi sveglio sempre stanca e affaticata, non sono in condizioni di fare nulla, di decidere nulla, in questo momento.

4 pensieri riguardo “Situation

  1. indubbiamente avere idee molto diverse su molti aspetti della vita non aiuta, io non credo in coloro che dicono che gli opposti si attraggono, sono del parere che solo due persone uguali in tutto si troveranno bene, e la tua condizione ne è una prova. Poi certo bisogna valutare il tutto, ma i tratti salienti sono questi. Non so che dirti, la tua condizione è molto intricata, anche vivere la non aiuta, di certo la vita da single è un’altra cosa, sarà perché da una vita vedo solo questa…. 😉 Coraggio…

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    1. La vita da single ha sicuramente parecchi vantaggi, nonostante immagino che a volte possa capitare si sentirsi soli. Almeno, a me capitava, ed ero single a 23-24 anni, un periodo in cui essere single è molto più “facile” dato che la maggior parte dei coetanei lo sono a loro volta… ma intanto si è capito che io un modo per lamentarmi lo trovo sempre 😀

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  2. Su questo, non posso aiutarti. Magari è solo un periodo transitorio post quarantena, dciamo che un periodo del genere, ha provato un pò tutti. ad alcune persone, le ha “toccate” molto di più. Sono sicura che prenderai le giuste decisioni. Un abbraccio.

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    1. Anche solo sapere che qualcuno legge i miei sfoghi, in un certo modo, aiuta. Purtroppo o per fortuna le decisioni “serie” non possono mai essere delegate ad altri. Conosco anche io coppie scoppiate dopo la quarantena (ma conoscendo i retroscena, creo che sarebbero scoppiate comunque, la quarantena ha solo accelerato il processo), ma non sono certa che sia stata la quarantena in sé a causare questi miei problemi di coppia… anzi, temo che in parte sia dovuto al ritorno alla “pseudo-normalità”. Per un orso come me, tornare al lavoro e alla vita “normale” dopo mesi di reclusione forzata non è stato semplice. Un abbraccio 🙂

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