Mancano le parole

Fatico a trovare le parole per questo post; la bozza che ho iniziato a scrivere ieri non me la sento neanche di rileggerla e francamente non so nemmeno perché l’ho salvata.

Avevo così tanta voglia di sfogarmi, di dare un senso a quelle sensazioni che si accavallano nella mia testa convertendole in un flusso di parole, ma i paragrafi che si accumulavano sulla schermata non avevano nulla a che vedere con quello che sentivo, era come se li avesse scritti qualcun’altro.

Ho spento il computer sentendomi arrabbiata e frustrata, eppure rieccomi qui.

Forse la formula magica per esprimere quello che sento è più semplice del previsto, solo tre parole: mi sento triste.

Ecco come mi sento in questi giorni. Triste, sola, persa. La sensazione non è troppo difficile da inquadrare, ma è molto più complicato capire perché mi sento così. Perché se ti senti triste per un motivo, allora puoi cercare di rimuovere l’ostacolo alla tua felicità (laddove possibile), ma se questa tristezza non ha nessuna causa evidente, allora è tutto molto più complesso.

Non è accaduto nulla di particolare che mi abbia gettato in questa condizione di sconforto, ma è vero che c’è tutta una serie di fattori che mi sta preoccupando, ultimamente. In primo luogo, in meno di una settimana rientrerò al lavoro, ma ancora non so se tornerò in ufficio o continuerò a lavorare da casa. A questo aggiungiamoci il fatto che a fine settembre mi scade il contratto e che non so assolutamente se mi verrà rinnovato. Mio padre non fa che chiedermi se ho saputo qualcosa dal mio capo ogni singola volta che parliamo per telefono o per messaggio, ampliando le mie ansie come sempre. Non vedo la mia famiglia da Natale scorso e il fottutissimo coronavirus continua indisturbato a circolare sia in Italia che in Spagna (soprattutto in Spagna), per cui inizio a pensare che se tutto va bene magari riuscirò a vedere mia nipote al suo diciottesimo compleanno.

Cerco di telefonare ai miei genitori con regolarità, anche se a volte mi sento troppo licantropa, troppo triste, troppo me stessa per impelagarmi nelle nostre conversazioni. Perché se sono triste si preoccupano, se sono a casa mi spronano ad uscire, e perché per conversare con mio padre senza litigare o incazzarsi come minimo ci vuole la calma interiore del Buddha la maggior parte delle volte, e io di buddhico non ho proprio nulla, nemmeno il girovita, nonostante le tonnellate di affettati iberici ingerite negli ultimi tempo.

Mi sento impantanata, bloccata, priva di stimoli. Vorrei un qualcosa che mi appassionasse, un hobby, una valvola di sfogo, possibilmente qualcosa che io possa fare circondata da altre persone. Vorrei che per ogni giornata passata al mare con un libro, o per ogni tragitto da sola in auto ascoltando la radio o parlando da sola ci fosse una manciata di ore passata in compagnia di persone nuove, persone con cui condividere qualcosa.

Vorrei tanto aprirmi e scoprire che nel mondo ci sono persone di cui non aver paura, che non sono tutti come la fauna che popola Facebook o gli altri social network. Vorrei tornare ad essere ingenua, forse, come quando avevo 14 anni e tutti i miei coetanei mi deridevano e maltrattavano, ma io credevo che da grandi le cose sarebbero cambiate, che gli adulti fossero persone sensate, che rispettano gli altrui sentimenti. Vorrei non essere diventata a mia volta una adulta che scopre che gli adulti sono proprio come quegli adolescenti crudeli, solo che spesso hanno la calvizie, la prostata e votano per Salvini.

Vorrei tanto non vedere tutto nero, ma questa settimana è così.

Chissà che questo sfogo non si riveli utile per recuperare un po’ di buonumore.

Besos, Deli

7 pensieri riguardo “Mancano le parole

  1. Anche a me, la fine delle ferie, danno queste brutte sensazioni, chiaramente, per altri motivi. Non so cosa consigliarti di fare perché io di solito, mi crogiolo a lungo dentro la mia oscurità. Non risolvo ma, mi trascino in palestra o provo ad uscire. E il peggio, di solito, mi arriva dopo le feste di natale, li, torna prepotente paura e depressione. Quindi, sono la persona sbagliata per dirti qualunque cosa. Ma su tutto, al di là del fatto che prima o poi, sto virus finirà, ti auguro che ti rinnovino il contratto. Sarebbe già qualcosa. Mi dispiace davvero leggerti così. Per quel che può valere, ti abbraccio forte. Coraggio. Sei una donna molto forte nonostante le tue fragilità.

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    1. Grazie 🙂 é davvero difficile far fronte ai momenti oscuri…uno ci prova anche a remare controcorrente, ma i pensieri trascinano la barca in direzione contraria e ci si trova immersi in un mare di negatività. Sono lieta comunque di non essere l’unica che si sente così! Un abbraccio :*

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  2. spesso per riuscire a vedere una luce in fondo al tunnel è necessario voler fare qualcosa di diverso, o semplicemente vedere con occhi diversi ciò che facciamo ogni giorno. Magari il mio blog in qualche modo potrà esserti illuminante in tal senso, la meraviglia della natura spesso offre più sensazioni che qualsiasi altra cosa.
    Coraggio, un caro abbraccio dall’Italia…😉 Scusami se scrivi poco, ma sono di corsa stanotte, sono appena rientrato da lunghe escursioni e lunghi viaggi…

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      1. è difficile, ma non impossibile, spesso vale la pena provarci, talvolta i risultati sono sorprendenti. Anch’io un tempo ero come te, provavo questi stati di angoscia, poi nel corso degli anni tutto è cambiato… 😉

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  3. Credo che il discorso di avere un hobby sia corretto, a volte una passione ti salva, nei periodi così. Ovviamente non ti conosco, quindi non ho idea di cosa ti piaccia, ma se hai vicino una palestra dove praticano l’arrampicata io te la consiglio. Ovviamente non risolve tutti i problemi del mondo, ma è una cosa fighissima che dà una botta di adrenalina e autostima assurda! Questo per andare proprio sul “fisico” (per me è proprio una reazione chimica, faccio quello —> botta di gioia, e siccome non ho una palestra così vicino casa lo faccio rarissimamente, per cui sono anche imbranata, ma non importa). Per il resto capisco, specie le telefonate a casa, per anni ho chiamato mamma rarissimamente perché il suo atteggiamento mi feriva. Considerare di aspettare le loro telefonate e basta?
    In bocca al lupo per il rientro e per il lavoro.

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    1. Purtroppo sono molto poco sportiva e sono terrorizzata dalle altezze. L’unico movimento che sopporto é la camminata, e anche per uscire a passeggiare devo fare un enorme sforzo di volontà…sono una causa persa, insomma 😀 per quanto riguarda le chiamate, i miei attendono sempre che li chiami io, per evitare di essere invadenti. E anche se a volte mi fanno ammattire, non potrei mai tagliarli fuori dalla mia vita.

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