Disperato tentativo di risalire la china

È ormai da metà gennaio circa che il mio umore è pessimo; ci sono giorni in cui sono triste, altri in cui sono arrabbiata, altri ancora in cui mi sento apatica. Il grigio, si sa, ha diverse sfumature, come afferma quella scellerata che ha scritto Fifty Shades of Grey, ma pur sempre di grigio si tratta.

E ciò che accomuna questa lunga trafila di giornate grigie è che al mattino, quando suona la sveglia, il mio unico desiderio è quello di sparire sotto il piumone in compagnia del gatto; che al lavoro non ho voglia di fare nulla, sono spenta e demotivata e sono disposta a fare qualsiasi cosa pur di sforbiciare mezzora o un’ora dall’orario lavorativo (vedasi questo post, che sto redigendo dopo aver trascorso due ore ad ascoltare video su YouTube e a mangiare latte e biscotti davanti al PC); che i pensieri negativi, un’infinita trafila di ricordi tristi, umilianti e mortificanti, tornano a riprodursi senza sosta nella mia testa e mi inducono a giungere alla conclusione di essere una persona di merda, stronza, egoista e pure un po’ scema; che evito le telefonate, i contatti umani in generale, e più mi sento di merda più voglio murarmi in casa e starmene da sola con le mie serie tv e il mio gatto (desiderio autolesionista che potrebbe anche avverarsi, data la situazione del Covid).

Insomma, non sono in formissima in questo periodo. Eppure sto facendo degli sforzi, sto provando ad ascoltarmi, a capire che cosa non va e ad essermi di aiuto, nonostante la vocina nella mia testa continui a insultarmi senza sosta (è come avere installato nel cervello l’equivalente del gemello cattivo delle telenovelas colombiane). E qualche piccolo, minuscolo risultato lo sto anche ottenendo. Ripensando ai miei periodi grigi del passato, anche solo riuscire a mantenere la casa in ordine, a mangiare – quasi – sempre cose sane, a uscire di tanto in tanto per lunghe camminate, a lavarmi il viso prima di andare a dormire e ad applicare le varie cremine antirughe sono grandi risultati.

Anche se sono gesti semplici, anche se veniamo tartassati da gente che su Instragram pubblica solo foto di piatti gourmet e dietetici, che fa sessioni di esercizio di 5 ore ciascuna e che si spalma creme bio-vegan-cruelty free ad ogni ora del giorno e della notte, io conosco me stessa, e so che fino anche solo ad un anno fa, dopo due settimane come queste, sarei stata perfettamente capace di avere il tavolo del salotto coperto di sacchetti di plastica e briciole di patatine fritte, la fodera del cuscino macchiata di fondotinta perché “che sbatti togliersi il trucco prima di andare a dormire” e il pavimento coperto di palle di pelo di gatto.

Ora, invece, pur continuando a sentirmi una merda, pur sentendomi triste, depressa e priva di stimoli, mi obbligo a trattarmi bene, a fare un piccolo sforzo la sera prima affinché il giorno dopo possa svegliarmi con indosso il pigiama, e non i vestiti del giorno prima (in giornate particolarmente brutte, mi succedeva anche questo), con il viso pulito e non con le ciglia incollate per colpa del mascara, con la mia tazza preferita per il caffè già pronta all’uso vicino al lavandino e senza dei dolori atroci allo stomaco per aver sfogato le mie crisi esistenziali la sera precedente su un Burger King o una pizza messicana con jalapeños.

E saranno anche dei progressi del cazzo per la gente, apparentemente perfetta (o che io immagino come tale), che mi circonda, ma sono progressi veri, tangibili, quantificabili che io vedo nella mia vita quotidiana.

Quindi, per una volta, voglio provare a focalizzarmi su questo e a rispedire il gemello cattivo colombiano a fare in culo.

E ora cerchiamo di lavorare un po’.

Besos, Deli

8 pensieri riguardo “Disperato tentativo di risalire la china

  1. come si suol dire, a piccoli passi si costruisce il mondo. Già rispetto alla vita di prima hai fatto qualche progresso, riguardo alla vita sociale, in questo periodo è negata a tutti, quindi più o meno siamo tutti nella stessa condizione. Coraggio, arriveranno tempi migliori, mi auguri e ti auguro, il prima possibile! 😉 Un caro abbraccio..

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